Le voci dell’atlante
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piatti raccontati
Ogni piatto ha una storia che nessuno racconta uguale e una versione di famiglia che nessuno vuole cambiare.
ParmigianaSei regioni, nessun accordo. Neanche sull'uovo sodo.
TiramisùTre cucine, due certificati, quattro domande.
ArancinoSul nome, sulla forma, sul ripieno: la Sicilia si divide a metà.
CarbonaraGuanciale o pancetta, pecorino o parmigiano: la versione che difendi ha meno di trent'anni.
RagùCarne intera o macinata, con o senza latte: due città, due piatti, un nome solo.
CotolettaCon l'osso o senza, burro o olio: una lettera falsa, tre paesi e nessun inventore.
PorchettaRosmarino o finocchietto, fegato dentro o fuori: quattro regioni, un'IGP, nessun accordo.
LasagnaBesciamella o ricotta, sfoglia verde o riccia: due città, due teglie, un nome solo.
BaccalàA Vicenza lo chiamano baccalà ma è stoccafisso. Un pesce norvegese, dieci cucine italiane.
Pandoro contro panettoneOgni dicembre l'Italia si divide. I numeri dicono pandoro, la narrazione dice panettone.
Tigella e crescentinaLa tigella è il disco. Il pane si chiama crescentina. Ma a Modena nessuno lo correggerà.
Panissa e panisciaTrenta chilometri di risaie, due piatti diversi: stessa base di riso, altra cucina.
CasoncelliA Bergamo gli amaretti nel ripieno. A Brescia mai. Ogni paese ha i suoi, nessuno cede.
FricoLa prima ricetta aveva zucchero e cannella. Oggi si litiga su una sola cosa: le patate.
Vitello tonnatoIl tonno è arrivato per ultimo. La maionese pure: 1950. Prima erano solo acciughe e limone.
Cappellacci e tortelliSessanta chilometri, un fiume e la mostarda: la zucca che ha diviso il Rinascimento.
Bagna caudaUna testa d'aglio a persona, un atto notarile e trentamila coperti a novembre.
Gnocco frittoSei province, sei nomi, un derby in prima serata: l'impasto fritto che divide l'Emilia.
PestoPiu' giovane del Regno d'Italia. E all'inizio aveva il gouda.
L’atlante non è finito.
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