Racconta la tua ricetta
L’atlante si costruisce una famiglia alla volta. Se a casa tua un piatto si fa in un modo che sul web non si trova, quello è esattamente il pezzo che manca.
Perché serve proprio la tua
Le ricette dei libri sono già tutte scritte e si somigliano tutte. Quelle che non stanno da nessuna parte sono quelle di famiglia: la variante di tua nonna, il passaggio che fate solo voi, l’ingrediente che a due paesi di distanza nessuno si sognerebbe di mettere.
È di quelle che è fatto l’Atlante. Ogni versione che arriva rende una pagina un po’ meno incompleta e ogni tanto ribalta quello che credevo di aver capito su un piatto.
Due modi per mandarla
Il modulo da stampare
Un foglio A4 con le righe da riempire a penna e il permesso di pubblicare da firmare. Si compila, si fotografa col telefono e si rimanda.
Scarica il modulo (PDF) Poi a info@atlantegoloso.itScrivimi e basta
Nessun modulo: mandami la ricetta come ti viene, per email o in messaggio privato. Al permesso di pubblicare pensiamo dopo, con due righe.
Scrivi una email Oppure in privato su Instagram o FacebookCosa serve davvero
Compila quello che sai e salta quello che non sai. Nessuno di questi campi è un esame:
- Il piatto, e come lo chiamate voi se lo chiamate in un altro modo.
- Il tuo nome o il soprannome che preferisci: è quello che comparirà.
- La provincia. Questa serve sul serio: senza, la ricetta non si può mettere sulla mappa, e l’Atlante è fatto di mappe.
- Chi te l’ha insegnata. Madre, nonna, suocera, il vicino di casa. È la parte che rende viva una scheda.
- Come la fate in casa. Il pezzo che conta: prenditi tutto lo spazio che vuoi.
- Le due o tre cose su cui in famiglia non si transige, quelle che se qualcuno le cambia a tavola si discute.
- Una foto, se ce l’hai. È facoltativa e va benissimo quella storta fatta col telefono.
Cosa succede dopo
- La leggo. Se manca un dettaglio che mi incuriosisce ti scrivo, senza fretta.
- La tua versione diventa una scheda della rubrica «Come si fa da voi», con il nome che hai scelto e la tua provincia.
- Se mi hai lasciato un contatto ti avviso quando esce, così la vedi prima degli altri.
- Se la tua zona ha una pagina dedicata la ricetta può entrare anche lì, dentro il racconto della tua regione.
Le regole della casa
- Si pubblica solo con il tuo sì. Niente esce senza il tuo consenso: il modulo firmato o la mail valgono come permesso.
- Niente voti e niente classifiche. Nell’Atlante non esistono teglie migliori di altre, esistono le teglie di casa. Chi legge può dire «l’ho provata» e salvarla, e quello è tutto il giudizio che serve.
- Solo nome e provincia. Mai il cognome, a meno che tu non lo chieda espressamente. Mai altri dati.
- Puoi ripensarci quando vuoi. Una riga a info@atlantegoloso.it e tolgo tutto, senza chiederti perché.
- Niente ricette da minorenni. Se hai meno di diciotto anni chiedi a un genitore di scrivermi lui.
- Se è la ricetta di tua nonna chiedile se le va. Si può anche firmare come «la ricetta di nonna Rosa, raccontata da Anna»: spesso è la formula più giusta.
Tre domande che mi fanno spesso
Devo per forza mandare una foto?
No. La foto è facoltativa e la maggior parte delle schede non ne ha. Conta il racconto, non l’estetica del piatto.
E se la mia versione è «sbagliata»?
Non esiste una versione sbagliata, esiste la tua. L’intero senso di questo sito è che lo stesso piatto cambia di provincia in provincia e spesso di famiglia in famiglia. Anzi, le versioni che sembrano fuori posto sono quasi sempre le più interessanti.
Il mio nome comparirà su Google?
Se la scheda finisce su una pagina del sito sì, insieme alla provincia. Se preferisci puoi darmi solo un nome di battesimo o un soprannome, e va benissimo lo stesso.
Un dubbio, una domanda, o voglia di raccontare qualcosa che con una ricetta non c’entra? Scrivi a info@atlantegoloso.it: rispondo sempre.